Belforte all'Isauro

Panorama Belforte all'Isauro

Il paese che domina dal suo alto sguardo l’alta valle del Foglia è incastonato tra la Toscana e le Marche e può essere a ragione considerato la porta del Montefeltro per chi proviene dalla Massa Trabaria (Toscana) e dall’Umbria.
Dell’antichissimo insediamento rimane un cippo romano inscritto, custodito dal Museo Archeo - logico di Urbino. L’antica Pieve San Lorenzo di epoca carolingia, eretta a fondovalle per accogliere i viandanti, è andata distrutta nel terremoto del XVIII secolo.
L’immagine dominante del castello di Belforte da sola testimonia però l’antico e florido passato: le prime strutture del castello, che non ha funzioni strategiche ma che è sorto per il bisogno di difesa della popolazione locale, risalgono probabilmente al XII secolo e hanno visto susseguirsi famiglie regnanti locali fino ai Montefeltro e al Ducato della Santa Sede. Rinascimentali sono il borgo costruito intorno al castello-maniero e alcune case signorili, segno del benessere economico di cui godeva il luogo nel Medioevo.


:: Luoghi di interesse
Castello medievale e suggestivo borgo
Torri di guardia di Campo e Torriola
La Chiesa di San Lorenzo
Percorsi trekking, mountain bike, cavallo
Scuola di Lingua e Cultura Italiana per stranieri

:: Manifestazioni principali
Festa del Miele - secondo week end di ottobre

:: Contatti
Comune tel: 0722.721845
e-mail: comune.belforte@provincia.ps.it
web: www.comune.belforte.pu.it

 

 

 

 

 

 

Una nobile leggenda

La storia del Castello di Belforte è legata alla stravagante figura del Barone di Beaufort, certo Federico Gasparre Hermann di Teanneret, prussiano che, arrivato a Belforte dopo l’Unità d’Italia, e precisamente il 22 novembre 1864, accampava diritti sul castello perché convinto che fosse appartenuto ai suoi avi. I belfortini lo presero per visionario, e costui, non avendo ricevuto una grande ospitalità, tornò in Germania a mani vuote. Dieci anni dopo però, arrivò un documento contenente le disposizioni testamentarie del Barone che prevedevano un lascito di 2000 Talleri prussiani al Comune per l’acquisto del castello che doveva essere destinato “ad uso scolastico ed a vantaggio del Comune”. Dopo gli interventi di ristrutturazione del dopoguerra il castello è stato adibito a scuola elementare e, dopo ulteriori restauri, nel 1994 è diventato sede della Scuola di lingua italiana per stranieri.

Barone di Beaufort
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