Monte Cerignone

La Rocca del XIII secolo

Il piccolo centro di Monte Cerignone, costruito su uno sperone di roccia, è dominato dalla Rocca del XIII secolo che ne determina il caratteristico profilo. Situata in una posizione anticamente strategica il Castrum con il Papato è divenuto sede del Tribunale del Montefeltro; nel XV secolo è stato tramutato in dimora estiva di caccia di Federico da Montefeltro acquisendo la struttura architettonica attuale con il contributo di Francesco di Giorgio Martini. Il centro storico originario mantiene la struttura quattrocentesca: dalla graziosa rinascimentale Piazza Begni, ai piedi della Rocca, parte il vicolo che conduce alle Chiese.
La Chiesa parrocchiale custodisce una preziosa croce latina del XII secolo e tradizionalmente attribuita ai crociati; la piccola chiesa seicentesca della Madonna del Divino Soccorso affianca la monumentale chiesa quattrocentesca dedicata a Santa Caterina, oggi sala polivalente e anticamente cappellania dei Cavalieri del Sovrano Ordine di Malta, di cui si conserva il simbolo della Croce. La centrale piazza Clementina ricorda i natali di Giovanni Manganelli, futuro Papa Clemente XIV. Scendendo verso il fiume si trova il Borgo, la parte del paese costruita sulle rive del fiume Conca, che conserva elementi architettonici quattrocenteschi e un mulino ancora in funzione.


:: Luoghi di interesse
Museo Fotografico Mochi (foto d’epoca 1897-1943 chiesa di Santa Caterina)
Museo del Caffè (Rocca Feltresca)
Suggestivo borgo medievale
Santuario del Beato Domenico (XVI sec.)
Chiesa di Santa Caterina (XVII sec.)
Rocca Feltresca (XIII sec.)
Chiesa Santa Maria del Soccorso (XVII sec.)

:: Manifestazioni principali
Mons Cerignonis, rievocazione storica medievale - primi di luglio
Sagra del Bustrengo - agosto

:: Contatti
Comune tel: 0541.978522
e-mail: comune.moncerignone@provincia.ps.it
web: www.comune.montecerignone.pu.it
Ufficio Turistico, Pro loco: 0541.978713

 

Il paese e le sue fonti

Il Beato Domenico è il vero Santo taumaturgo del Montefeltro: la tradizione vuole che si chieda la grazia per la guarigione propria o di congiunti sdraiandosi sotto l’urna che conserva il corpo incorrotto del Beato e bevendo l’acqua della fonte miracolosa presso il “Conventino” da lui fondato.
Nella frazione di Val di Teva un’altra fonte si dice che regali fertilità e potenza generativa. Generoso e creativo è stato ed è Montecerignone: qui, sembra, che Umberto Eco, che vi ha eletto il suo “buen retiro”, abbia concepito l’ambientazione de “Il Nome della Rosa”.

Scorcio del borgo
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